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Festival delle lingue

A Roma, dal 25 al 27 ottobre 2018 si terrà il Festival delle lingue, evento curato da Stefano Arduini e Massimo Arcangeli

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XVI Giornate della traduzione letteraria | Seminari

Seminari (elenco parziale)

  

1. Angela Albanese (Università di Verona), Misteri buffi e salti mortali: tradurre per il teatro

Durante l'incontro si individueranno alcuni specifici problemi legati alla traduzione di testi teatrali - dal passaggio dal testo alla messa in scena e da una lingua a un'altra - facendo riferimento alle diverse modalità e strategie traduttive (sopratitolaggio, traduzione consecutiva etc...). Si prenderanno in considerazione in particolare alcuni esempi tratti dal teatro contemporaneo (La Ruina, Fo, Vacis-Paolini, Teatro delle Albe). 

2. Massimo Arcangeli (Università di Cagliari), Neologismi traduttòri lungo mille (e più) anni di storia linguistica italiana

3. Maria Baiocchi, Sotto il segno di John Coetzee

L'incontro con la scrittura, i romanzi, i saggi, gli articoli, la voce, le performance di John Coetzee ha segnato la mia vita di traduttrice. Jhumpa Lahiri in una lezione tenuta quest'anno all'Accademia di San Luca parlava di traduzione e scrittura,  citando le "costellazioni" che per lei illuminano entrambe. Nella mia esperienza  le stelle fisse sono poche e preziose: alcuni autori che traduco, ma anche quelli che leggo e rileggo. Prima di tutto John Coetzee che mi ispira non solo con quello che scrive ma con quello che a sua volta legge, e che mi racconta, e che ci racconta,  per esempio attraverso le scelte fatte per la sua "biblioteca personal" per la casa editrice argentina  El Hilo de Ariadna.  

4. Monica Bedana, La nuova vita della traduzione letteraria nelle aule di lingua straniera. Come, quando e perché

Nominare la traduzione, soprattutto letteraria, agli insegnanti di lingua straniera delle nuove generazioni, scatena quasi sempre una reazione di orrore, perché richiama alla mente metodi d’insegnamento ammuffiti e odiosi. Eppure proprio in un sistema educativo da cui scompare la conoscenza della grammatica della nostra lingua madre (ed è quindi un’impresa disperata insegnarla in una lingua straniera) e in una società dal lessico sempre più impoverito, la traduzione svolge un ruolo importante nell’apprendimento dei meccanismi della lingua e nel fomentare la comprensione della realtà attraverso i testi letterari. Oggi il traduttore-insegnante di lingua straniera in classe mette in atto strategie che non hanno più nulla dell’antico esercizio meccanico o del preziosismo sterile: fornisce agli studenti un metodo efficace per misurarsi con il mondo.

5. Tiziana Bello (minimum fax), Il traduttore e la casa editrice: il contratto

Qual è il modo migliore per inviare una proposta di traduzione? Come capire se i diritti di traduzione di un’opera sono liberi? Come impostare una trattativa? Quali sono le condizioni contrattuali standard del mercato editoriale italiano? Una breve panoramica sulla collaborazione tra traduttore e casa editrice, come nasce e come tutelarla, con particolare attenzione al diritto d’autore applicato ai contratti di traduzione. 

6. Luca Briasco (minimum fax), Tradurre il genere: da Jim Thompson a Joe Lansdale, fino a Stephen King

Nella mia carriera di traduttore mi sono confrontato fin da subito con la letteratura di genere, passando dal fantasy alla fantascienza, per approdare al noir, al pulp e all'horror. Tenterei di ragionare sull'esistenza di coordinate specifiche da seguire all'atto della traduzione di un libro di genere, e su come tali coordinate interagiscano con la cifra specifica e personale di ogni autore.

7. Emanuelle Caillat, Patrick Modiano: tradurre immersi nella nebbia di Parigi

Tutti i romanzi di Modiano hanno qualcosa di autobiografico: partendo da un elemento concreto l’autore si proietta verso la finzione e incomincia a tessere una trama esile che anela a ritrovare la storia e i fatti reali, cercando di districarsi nel reticolo dei ricordi per lottare contro l’oblio e l’incertezza. E il traduttore si muove in quel flusso di ricordi labili che, come i fari di un’auto, squarciano la notte per un istante e scompaiono nel buio voltando pagina.

8. Mattia Carratello (Sellerio), Maledette classifiche. Il mercato dei libri e il lavoro editoriale

Sappiamo davvero cosa leggono gli italiani, che libri hanno sul comodino di casa, o galleggiamo invece in una bolla di presuntosa, colpevole inconsapevolezza...? L'analisi di una classifica di vendita con migliaia di posizioni è utile a comprendere le potenzialità di un testo, di una collana, di un editore, e rivela con crudeltà in che mondo viviamo o pensiamo di vivere.

9. Simona Cives, La Casa delle Traduzioni e le nuove opportunità per i traduttori. Aggiornamenti. 

10. Renata Colorni (Mondadori), I Meridiani: le grandi traduzioni di una collana che compie cinquant’anni

11. Francesca Corrao (LUISS), Tradurre l'intraducibile: le sfide della poesia araba

Tradurre poesia araba è una sfida che pone agli arabisti di fronte a difficili scelte linguistiche e culturali. Il paper presenta alcuni esempi delle diverse scelte e le motivazioni che li hanno ispirati, e le più intriganti soluzioni date negli ultimi decenni dagli esperti del settore.

12. Anna D’Elia, Tradurre per la scena: ancoraggi ritmici e fedeltà distorsive

Tradurre  per la scena è  sempre e comunque un esercizio di adattamento : al tempo, al luogo, all’orecchio di un pubblico  diversissimo al di là della barriera linguistica.  Il ritmo interno di una lingua, la tradizione scenica, le aspettative del pubblico, la personalità dell’attore sono altrettantecontraintes di cui il traduttore non può non tener conto.

Cosa rimane, dunque, del testo originale, delle sue linee di forza interne, della sua ritmica, dei suoi meccanismi profondi ? Cosa trattenere e cosa abbandonare di quella misteriosa macchina emotiva che è un testo teatrale? 

La discussione verterà sulla traduzione di testi di Philippe Minyana per il teatro italiano, in particolare gli a solo Dovresti venire più spesso, Risalendo la strada ho incontrato fantasmi  e il testo coraleEccoci qua, andati in scena nei teatri italiani nel corso degli ultimi anni.

13. Michela Finassi Parolo, Le acrobazie del traduttore

Tra le varie doti richieste per essere un traduttore (profonda competenza linguistica sulla lingua di partenza e quella di arrivo, scarso attaccamento al denaro, totale mancanza di protagonismo, salute di ferro, pazienza e puntualità estreme…), è utile sviluppare doti acrobatiche per ovviare ai problemi che si presentano quando si traduce. Intendo proporre un excursus basato sull’esperienza personale in cui racconterò i “miei” salti mortali: ad esempio, come lavorare su di un testo originale ancora “in progress”, come gestire la tempistica, come agire quando sulla tua traduzione è intervenuto un editor dalla mano pesante, come interagire con autori stranieri convinti di conoscere la lingua  italiana (e magari non è così), e così via.

14. Alexandra Foresto (AITI) ed Irene Sorrentino (AITI), Tradurre dal finlandese e dall’ungherese: missione, avventura, intrigo o vocazione?

Obiettivo del seminario sarà illustrare le difficoltà e i rischi che incontra il traduttore che lavora da lingue non veicolari quali finlandese e ungherese, sia nell’elaborazione del testo tradotto, con un riferimento alle strategie traduttive adottabili, sia nel rapporto con la casa editrice, in particolare per quanto riguarda scoutinge problematiche in fase di revisione.

15. Luca Formenton (il Saggiatore), Sogni di Schnitzler, storia di un’edizione. La traduzione al Saggiatore

Utilizzando il concetto di intentio editionis (in opposizione all’intentio autoris ) analizzerò il lavoro editoriale del Saggiatore sull’originale tedesco Träume. Das Traumtagebuch 1875-1931 di Arthur Schnitzler, pubblicato da Wallstein

16.  Carlo Gallucci (Gallucci), L’ingannevole semplicità delle traduzioni dei libri per ragazzi

17. Daniele A. Gewurz, Laura Fermi traduttrice di sé stessa

Nel 1954 Laura Fermi, nata Capon, moglie di Enrico Fermi, pubblicò in inglese, negli Stati Uniti dove viveva da quindici anni, una storia della sua vita con l'illustre marito, “Atoms in the Family”. Poco dopo il libro uscì anche in italiano, tradotto da lei: “Atomi in famiglia”. In realtà l'autrice colse l'occasione per limare il testo, introducendo alcuni adattamenti per il lettore italiano (che era uscito da meno di dieci anni dal Ventennio): si sofferma di più su certi aspetti, elimina spiegazioni non necessarie e così via. La cosa interessante è che lo si può considerare semplicemente un caso estremo di ciò che accade in ogni traduzione: di quegli addomesticamenti, quelle “localizzazioni” con cui ogni traduttore si confronta, adottandole o evitandole. Partendo quindi da esempi concreti tratti dalle due versioni del libro di Laura Fermi, se ne trarrà spunto per ampliare il discorso alla mediazione tra linguoculture di cui ogni traduzione deve farsi carico.

18. Giovanni Giri, Gentilmente senza strappi al motore. Gli errori tipici dell’aspirante e dell’esordiente

Entrare nel mondo dell'editoria non è facile, quando vuoi fare il traduttore. Il tutto diventa ancora più difficile quando giri a vuoto e rivolgi i tuoi sforzi verso obiettivi che sono molto difficili o impossibili da raggiungere.
Ma quali sono gli errori più frequenti che commette chi vuole iniziare o ha appena cominciato a tradurre?

19. Biancamaria Gismondi (Le Monnier), Le parole della discriminazione: razza ed etnia, negro, nero e di colore, che cosa dice davvero il vocabolario

Se la lingua è lo specchio di una cultura e di una società, certe parole lo sono particolarmente: improvvisamente suscitano scandalo, creano dibattito, scatenano polemiche sui giornali. I vocabolari vengono spesso evocati a sostegno di una posizione o dell’altra. Ma cosa dicono davvero i dizionari? Ecco cosa accade in una redazione lessicografica quando si trova a fotografare un cambiamento sociale in atto.

20. Gaja Lombardi Cenciarelli, Margaret Atwood: da "Il racconto dell'ancella" a "Fantasie di stupro"

21. Maria Rita Masci, L’introduzione della letteratura cinese in Italia: il ruolo del traduttore

Verrà raccontato il lavoro svolto - più da mediatore culturale che da semplice traduttore - per introdurre in Italia la letteratura cinese contemporanea, dai primi passi alla collaborazione con Theoria e poi con Einaudi, il riscontro che ha avuto e le varie fasi che ha attraversato. Quali caratteristiche ha la lingua cinese e quali difficoltà comporta tradurla?

22. Alessandra Mauro (Contrastobooks), Le parole della fotografia

Una fotografia vale più di tante parole: ecco un luogo comune usato in genere da chi non lavora con la fotografia e soprattutto non deve realizzare libri fotografici. Perché, in realtà la fotografia ha bisogno della parola che la contestualizzi, la completi, la certifichi e a volte addirittura la “traduca” da un linguaggio all'altro. Dopo tanti volumi di fotografia - dalle grandi monografie ai cataloghi di mostre, ai testi critici, alle narrazioni tra visioni e parole fino ai graphic novel -  si è consolidata una consuetudine di lavoro che non è scontata e che affronta tutti i giorni le insidie e i pericoli che nascono quando si vuole vestire di parole un’immagine e tradurre, da una lingua all’altra, i testi che accompagnano, sostengono e completano le fotografie. 

23. Mariagrazia Mazzitelli (Salani), Che cosa chiede un editore a un traduttore?

24. Parole Migranti, Più occhi vedono le sfumature, più orecchie sentono i sussurri: la pratica collaborativa nell’ambito della traduzione letteraria.

Partendo dalla nostra esperienza, ovvero la traduzione a più mani di La mia prima Alice di Lewis Carroll, tracceremo un percorso – teorico e pratico – attraverso la traduzione collaborativa, intesa come elaborazione di un testo nato da una prima stesura individuale e da un successivo confronto. Individueremo quali sono i punti di forza di questa tecnica che in Italia è ancora poco diffusa, soprattutto nel campo della traduzione letteraria e, per farlo, porteremo esempi concreti inerenti alla nostra traduzione. Quali sono state le matasse più difficili da sbrogliare? Quanto ha influito la cooperazione e l’interazione con altre persone nel raggiungimento di un risultato soddisfacente? È possibile creare una voce unica partendo da tre voci diverse? Cercheremo di rispondere a queste domande analizzando anche le esperienze di altri traduttori che, in passato, hanno utilizzato questo approccio.

25. Franco Nasi (Università di Modena e Reggio Emilia), Sottomarini gialli e acrostici obliqui: traduzioni estreme tra Poe e i Beatles

Nell'incontro, oltre a una riflessione sulle traduzioni estrememanete vincolate e sul tradurre come strumento privilegiato per una pedagogia del pensiero critico, divergente e creativo, si prenderanno in considerazioni versioni di testi poetici (da E. A Poe) o della letteratura dell'infanzia (Yellow Submarine) che presentano problemi traduttivi solo apparentemente insoliti o marginali.

26. Alessandra Petrelli, Tradurre la fantasia – Spunti per la traduzione di libri per l’infanzia

Mi dedico alla traduzione da trent’anni. Mi occupo principalmente di narrativa, dall’inglese e dal tedesco, e ho avuto modo di tradurre anche libri per bambini, per ragazzi e diversi young adults dal tedesco. Ciascuna di queste tipologie di traduzione presenta modalità di lavoro diverse e richiede di volta in volta di porre l’attenzione su particolari aspetti linguistici e culturali. Quello che vorrei proporre è un breve excursus, partendo dalla mia esperienza professionale e dalle riflessioni che ho raccolto nel corso degli anni, sulla traduzione di narrativa per bambini e ragazzi, utilizzando come filo conduttore la fantasia, un elemento che caratterizza l’approccio a questo genere di traduzione. La fantasia assume forme diverse, a seconda dell’età a cui è rivolto il testo e molto spesso si intreccia indissolubilmente a un’altra caratteristica dei libri per bambini che sono le illustrazioni. Naturalmente sarà un viaggio molto personale, che non si prefigge di fornire norme generali, ma che auspico potrà essere utile come spunto per modulare l’approccio a questo genere di traduzioni.

27. Tommaso Pincio, Dracula e la trasformazione di sé

28. Patrizia Raveggi (JAK- RS: Agenzia Slovena del Libro della Repubblica di Slovenia), Dal diario di un traduttore dallo sloveno: "conifere e latifoglie, orsetti, piccole api e un riccio maniaco sessuale: editore cercasi." 

29. Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera), Quindici anni attraversando le frontiere delle letterature latinoamericane: La Nuova Frontiera Edizioni 

30. Stefania Ricciardi (Vrije Universiteit Brussel), Ritradurre "Moneta del sogno" di Marguerite Yourcenar

Il seminario si propone di illustrare le peculiarità della nuova traduzione, le difficoltà lessicali e sintattiche – legate anche al contesto narrato in presa diretta: Roma nel 1933, durante il fascismo –, gli scarti di registro, i livelli di lettura, la polisemia di fondo nell’intreccio tra mito e realtà.

31. Alessandra Roccato (HarperCollins), Prima e dopo la traduzione: il percorso di un libro in una casa editrice internazionale

Quando andiamo in libreria scegliamo un libro perché il titolo ci colpisce o perché l'argomento ci appassiona, a volte ci facciamo attirare da una bella copertina, o da una trama che stuzzica la nostra curiosità... In ogni caso, prendiamo in mano un libro "già fatto". Ma come nasce un libro? E quali sono le figure professionali che se ne occupano?

32. Giuliana Schiavi, Insegnare a tradurre? Dove, come, quando e perché

33. Roberto Serrai, Qui comincia l'avventura / della scheda di lettura

La scheda di lettura (e, dunque, l'attività di lettore specialista) è, per chi traduce, sia un punto di partenza, ovvero un'occasione per guadagnarsi la fiducia di un editore, sia un punto di arrivo, quando questa fiducia ormai consolidata permette di instaurare un rapporto di collaborazione più articolato con gli editor di riferimento. È utile dunque riflettere sugli aspetti più reconditi - e a volte sottovalutati (da entrambe le parti) - di quest'attività, con una serie di esempi pratici (il relativo materiale sarà messo a disposizione per tempo) che possano aiutare a crearsi quest'occasione e, a questo punto, non sprecarla.

34. Evgeniy Solonovich, La dea cieca e veggente di Tommaso Landolfi: tra l’imperativo dell’originale e una strategia traduttiva

Chi si accinge a tradurre in una lingua straniera il racconto di Tommaso Landolfi, "La Dea cieca e veggente", si trova di fronte ad una realtà difficile da riprodurre con i mezzi usuali della traduzione. Si riesce ad evitare il fallimento solo trasponendo il testo in una realtà parallela.
Parole chiave: poesia, urna, Leopardi, Petrarca, Lermontov, Puškin.

35. Anita Vuco, L'elencazione come procedimento letterario: in Danilo Kiš e Vladimir Tasić

Trattare la tematica della guerra senza pathos è l'esigenza principale di entrambi gli autori. Ed è questo il motivo per cui nei loro testi la pura enumerazione assurge a principio compositivo dell'opera. Assumono inapettata importanza i dettagli minimi, che appaiono svincolati alla volontà dello scrittore e alle sue associazioni come succedeva nel caso dei ricordi. Gli elenchi delle cose entrano in rapporto dialettico con gli spazi bianchi delle pagine: nominando tutto quello che c'è, emerge necessariamente una mancanza nell'ordine simbolico. Sia Kiš che Tasić ricercano l'effetto non nel dettato del testo, ma nell'animo di chi legge. Con l'obiettivo finale di ottenere quello che i formalisti russi chiamano “straniamento” e “forma aggravata”.

36. Zanichelli, Il lavoro lessicografico e il traduttore

È facile pensare al rapporto tra il traduttore e il dizionario bilingue come a una relazione a senso unico: il traduttore si serve del dizionario per lavorare. In realtà anche il dizionario ha bisogno di un traduttore che si occupi del suo aggiornamento e a volte della sua scrittura. Ma come nasce e come si evolve un dizionario? Ne parleremo attraverso una panoramica sulla vita delle opere bilingui e sulle attività di chi se ne prende cura: gli autori, la redazione lessicografica e i suoi collaboratori, con particolare riferimento, tra questi ultimi, alla figura del traduttore.



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