Ospitalità ‘linguistica’ ed etica della memoria nella traduzione e revisione di Beloved/Amatissima di Toni Morrison.

Fino a che punto si spingono l’hospitalité langagière e la responsabilità di chi rivede un testo tradotto da altri? E come si interviene quando la parola dello Straniero si presenta ambivalente e offre un’apertura problematica garantita dalla polisemia? Si cercherà di capirlo a partire da un case study preciso: la mia revisione di Beloved/Amatissima di Toni Morrison, tradotto da Giuseppe Natale per Frassinelli. 



Franca Cavagnoli ha pubblicato i romanzi Una pioggia bruciante (2000; Feltrinelli Zoom 2015), Non si è seri a 17 anni (2007) e Luminusa (2015). Con Feltrinelli ha pubblicato La voce del testo. L’arte e il mestiere di tradurre (2012; Premio Lo straniero 2013) e, nella collana  Zoom Flash, Mbaqanga (2013) e Black (2014); per Hoepli è uscito La traduzione letteraria anglofona (2017). Ha tradotto e curato, tra gli altri, opere di William S. Burroughs, J.M. Coetzee, Nadine Gordimer, James Joyce, Jamaica Kincaid, Katherine Mansfield, Toni Morrison, V.S. Naipaul, George Orwell, R.L. Stevenson e Mark Twain. Cura per Adelphi l’edizione italiana dell’epistolario di Samuel Beckett. Nel 2010 ha ricevuto il premio Fedrigoni-Giornate della traduzione letteraria. Per la sua nuova traduzione di Il grande Gatsby di F.S. Fitzgerald ha avuto il premio Von Rezzori 2011 per la traduzione letteraria. Nel 2014 ha ricevuto il Premio nazionale per la traduzione del Ministero dei Beni Culturali. Insegna Traduzione letteraria presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli (Fondazione Milano) e Traduzione e Revisione del testo editoriale al Master in Editoria dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Fondazione Mondadori e l’Associazione Italiana Editori. Collabora a "il manifesto", "Alias" e "L’indice dei libri del mese".