Nata a Milano, vive e lavora a Roma. Dopo studi di Letteratura comparata condotti tra Italia e Francia, ha lavorato a lungo nel campo dell’editoria universitaria per poi dedicarsi esclusivamente alla traduzione letteraria.
Da trent’anni collabora  con numerose case editrici italiane tra cui Bompiani, Rizzoli, La Nuova Italia Scientifica, Carocci, Luca Sossella, Fazi, 66thand2nd, La nave di Teeso. Ha tradotto, tra i tanti, testi di Jean Hatzfeld, Eric Reinhardt, Antoine Volodine, Léo Ferré, Sylvain Prudhomme,  Maryse Condé e tra i classici, Antoine de Saint-Exupéry e Honoré de Balzac.
Negli ultimi quindici anni si è dedicata alla traduzione e all’adattamento per le scene italiane di testi di drammaturghi francesi contemporanei, tra cui Philippe Minyana, Pierre Notte, Jean-Marie Besset, Eugène Durif, Rémy Devos, Guillaume Gallienne, Fabrice Melquiot, Xavier Duranger. 
Nel 2011 è stata nominata Chevalier des Arts et des Lettres de la République française per la sua attività di traduttore letterario. Finalista del Prix Stendhal 2018 per la traduzione de Gli animali che amiamo di Antoine Volodine, con Terminus radioso, sempre di Antoine Volodine, ha ricevuto il premio von Rezzori 2017 per la traduzione letteraria.

Le parole per dirlo:  tradurre l’eros

Misurarsi con la trasposizione in lingua italiana di testi che presentano o rappresentano situazioni all’insegna dell’erotismo, è uno degli esercizi più complessi  che un traduttore possa essere chiamato ad affrontare.
L’eros, come anche l’umorismo, è un ambito che richiede un ineludibile sforzo di "adattamento" che va ben oltre la già di per sé funambolica operazione di passaggio da una lingua all’altra. Come pensa e reagisce una cultura di fronte alla sensualità ? Cosa "si può dire" o non dire senza incorrere in una potente forma di autocensura ? Cosa accade nel dar voce all’erotismo in una lingua, l’italiano, profondamente segnata da un tacito quanto onnipresente immaginario cattolico ? Come giostrare con le parole dell’eros senza deragliare nel comico o abbassare il registro stilistico ? Come dar voce alla sensualità nelle pagine di un libro senza poter contare sull’appiglio fornito dal corpo di un attore ?
La discussione verterà sull’adattamento di testi di Eugène Durif (Incroci/Derive) e di Jean-Marie Besset (Perthus) andati in scena nei teatri italiani, e sulla traduzione del romanzo di Sylvain Proudhomme Les grands, in corso di pubblicazione in Italia con il titolo I più grandi.