Tradurre l'errore. La traduzione come laboratorio di pensiero critico e creatività
Un titolo come "Digital DIshumanities o Del Dire Distopico" può forse far sorridere chi ama le allitterazioni e chi ha qualche perplessità nei confronti degli algoritm e delle Digital Humanitiei, ma potrebbe far spazientire un insegnante di inglese che segnerebbe subito "Dishumanities" come un errore o al più come un calco dall'italiano. Ma la lingua, quando è viva, ama contravvenire alle regole o forzarle. La letteratura offre molti esempi di trasgressione.. Che cosa può fare un traduttore di fronte a un errore, intenzionale o non intenzionale, di un autore? SI nasconde? Nasconde l'errore? Rilancia?

Traduttore e saggista, insegna "Teorie della traduzione" e "Letteratura italiana contemporanea" all'Università di Modena e Reggio Emilia. Fra le sue pubblicazioni sulla traduzione "Poetiche in transito" (2004), "La malinconia del traduttore" (2008), "Specchi comunicanti" (2010), "Traduzioni estreme" (2015), e, con Angela Albanese, la cura dei volumi "I paradossi del traduttore di nonsense" (2012) e "L'artefice aggiunto: Riflessioni sulla traduzione in Italia 1900-1975" (2015). Ha tradotto diversi poeti inglesi e americani fra cui Billy Collins e Roger McGough.